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Il Papa: non imbarbariamoci....

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Benedetto XVIBenedetto XVI all'Angelus ricorda anche i soldati italiani caduti in Afghanistan, e alle altre vittime: "operano per promuovere la pace e lo sviluppo delle istituzioni, così necessarie alla coesistenza umana".
di Marco Tosatti
Tratto da San Pietro e dintorni, il blog di Marco Tosatti, il 20 settembre 2009

"Ai nostri giorni, forse anche per certe dinamiche proprie delle societa' di massa, si constata non di rado un carente rispetto della verita' e della parola data, insieme a una diffusa tendenza all'aggressivita', all'odio e alla vendetta". Sono parole molto forti e accorate quelle che usa Benedetto XVI per commentare l'esortazione di San Giacomo a riscoprire, a livello personale e sociale, le virtu' cristiane, a cominciare da quella della "purezza", che e' "la santita', il riflesso trasparente, per cosi' dire; di Dio nell'animo umano". "Per coloro che fanno opera di pace - cita il Papa - viene seminato nella pace un frutto di giustizia". "Ma per fare opere di pace - ricorda - bisogna essere uomini di pace, mettendosi alla scuola della 'sapienza che viene dall'alto', per assimilarne le qualita' e produrne gli effetti". "Se ciascuno, nel proprio ambiente - ragiona il Pontefice senza citare in particolare ne' la politica ne' il giornalismo - riuscisse a rigettare la menzogna e la violenza nelle intenzioni, nelle parole e nelle azioni, coltivando con cura sentimenti di rispetto, di comprensione e di stima verso gli altri, forse non risolverebbe tutti i problemi della vita quotidiana, ma potrebbe affrontarli piu' serenamente ed efficacemente". Ecco perche' la "prima e principale qualita', posta quasi a premessa delle altre", che e' la purezza, deve accompagnare la sapienza, che "come Dio dal quale proviene, non ha bisogno di imporsi con la forza, perche' detiene il vigore invincibile della verita' e dell'amore, che si afferma da se'. Percio' e' pacifica, mite e arrendevole; non usa parzialita', ne' tanto meno ricorre a bugie; e' indulgente e generosa, si riconosce dai frutti di bene che suscita in abbondanza". Una sapienza vera che, rileva Ratzinger, "l'Apostolo contrappone alla falsa. Mentre quest'ultima e' 'terrestre, materiale e diabolica', e si riconosce dal fatto che provoca gelosie, contese, disordini e ogni sorta di cattive azioni, al contrario, 'la sapienza che viene dall'alto anzitutto e' pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera'". Perche' - si domanda il Papa teologo - non fermarsi a contemplare ogni tanto la bellezza di questa sapienza? Perche' non attingere dalla fonte incontaminata dell'amore di Dio la sapienza del cuore, che ci disintossica dalle scorie della menzogna e dell'egoismo? Questo vale per tutti, ma, in primo luogo, per chi e' chiamato a essere promotore e 'tessitore' di pace nelle comunita' religiose e civili, nei rapporti sociali e politici e nelle relazioni internazionali".

Il Papa esprime la sua "riprovazione" per gli attentati costati la vita a sei parà italiani a Kabul e, dopo l'Angelus domenicale a Castel Gandolfo, sottolinea che essi provocano "sconcerto nelle società che hanno a cuore il bene della pace e della civile convivenza". "Per le numerose situazioni di conflitto che esistono nel mondo - ha detto Benedetto XVI affacciato alla finestra del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo - ci giungono, quasi quotidianamente, tragiche notizie di vittime sia tra i militari che tra i civili. Sono fatti a cui mai possiamo abituarci e che suscitano profonda riprovazione, nonché sconcerto nelle società che hanno a cuore il bene della pace e della civile convivenza. In questi giorni - ha proseguito Ratzinger - la notizia del gravissimo attentato in Afghanistan ad alcuni militari italiani mi ha provocato profondo dolore. Mi unisco con la preghiera alla sofferenza dei familiari e delle comunità civili e militari e, al tempo stesso - ha sottolineato il Papa - penso con eguali sentimenti di partecipazione agli altri contingenti internazionali, che anche di recente hanno avuto vittime e che operano per promuovere la pace e lo sviluppo delle istituzioni, così necessarie alla coesistenza umana; a tutti assicuro il mio ricordo davanti al Signore, con un particolare pensiero alle care popolazioni civili, e per tutti invito ad elevare a Dio la nostra preghiera". "Desidero qui anche rinnovare il mio incoraggiamento alla promozione della solidarietà tra le Nazioni - ha poi detto Benedetto XVI - per contrastare la logica della violenza e della morte, favorire la giustizia, la riconciliazione, la pace e sostenere lo sviluppo dei popoli partendo dall'amore e dalla comprensione reciproca, come ho scritto recentemente nella mia enciclica 'Caritas in veritate'".




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