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*Addio a Porelli, anima della Virtus

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L'avvocato era presidente onorario delle V nere
di Renato Benedetto
Tratto da Il Corriere della Sera del 4 settembre 2009

È morto l’avvocato Gianluigi Porelli, che fece grande il basket italiano e fu per anni anima e motore della Virtus. Nato nel 1930, da tempo gravemente ammalato, era ricoverato nella casa di cura Toniolo, dove è deceduto la scorsa notte. Porelli, che era presidente onorario della Virtus Pallacanestro e della Sef Virtus, viene ricordato da molti come il più grande dirigente sportivo di Bologna dopo Renato Dall’Ara. Entrambi, peraltro, non bolognesi di origine: lui mantovano, Dall’Ara reggiano. Lascia la moglie Paola. I funerali sono in programma lunedì mattina. Porelli è stato alla guida della Virtus, da presidente o da procuratore generale, per 21 anni. Un periodo in cui la bacheca dei trofei delle V Nere si arricchì di 4 scudetti, 3 Coppe Italia, 9 titoli giovanili. Una storia cominciata nel 1968, quando Porelli fu chiamato alla guida della Virtus pallacanestro, dopo che per 5 anni si era occupato della sezione tennis. Erano anni difficili per la Virtus, segnati da problemi finanziari e pochi risultati sportivi. Ma fu allora che l'Avvocato, questo il prestigioso soprannome che gli era stato assegnato in città, giocò le sue carte vincenti. Rischiò in proprio anche economicamente e già nel 1970 la Virtus era una realtà indipendente e pronta a viaggiare verso il professionismo. Il riassetto societario non mancò di decisioni impopolari, come l’azzeramento della precedente dirigenza e l’attenta gestione finanziaria, che passò anche dalla trasformazione della Virtus in società per azioni.

Fu definito un «Torquemada», ma dopo pochi anni insieme al rendimento dei suoi investimenti, soprattutto immobiliari, arrivarono anche i successi sportivi. A Bologna arrivò un eccentrico e sconosciuto coach statunitense, Dan Peterson, che fin lì aveva allenato nei college e la Nazionale cilena, cioè a bassissimo livello, ma diventò subito un personaggio e nel 1976 gli regalò il primo scudetto della sua gestione, sotto il marchio Synudine, sponsorizzazione milionaria firmata da Porelli per il salto di qualità. Seguirono altri scudetti, come quello del 1979 e 1980, fino a quello della stella nel 1984, con Alberto Bucci in panchina, passando per una finale di Coppa dei Campioni, persa di un punto e con proteste nel 1981 contro il Maccabi Tel Aviv. All'inizio degli anni '90, pur dopo aver ceduto le sue quote della Virtus, Gianluigi Porelli rimaneva nel mondo del basket un’autorità indiscussa. Il sindaco di Bologna Flavio Delbono ha mandato un telegramma alla famiglia di Gianluigi Porelli in cui esprime «il cordoglio della città per la morte di un grande uomo di sport, una personalità che ha dato lustro alla nostra comunita». «Conoscevo bene il presidente Porelli, ho avuto modo di apprezzare le sue grandi capacità - ha commentato l’assessore allo Sport, Maurizio Degli Esposti -. Bologna e il mondo sportivo perdono un protagonista assoluto, un uomo di grande valore». Le esequie si svolgeranno lunedì alle 10.30 in San Pietro. Domenica mattina alla Futurshow Station la camera ardente.




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