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Matteoli: non è vero che limitiamo le risorse

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Tragedia ferroviaria • Il ministro delle Infrastrutture replica ad alcuni parlamentari: abbiamo sempre dato priorità alla sicurezza della rete
di Paola Coppo
Tratto da Avvenire del 2 luglio 2009

«Ivertici delle Ferrovie dello Stato, nomi­nati dal precedente governo, godono del­la fiducia e della stima anche dell’attua­le», assicura il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli nell’informativa al parlamento sul disa­stro ferroviario alla stazione di Viareggio.

E in ogni caso, aggiunge, «il presidente Berlusconi, subito arrivato sul posto della sciagura, ha assicurato il massimo impegno del governo per affrontare l’e­mergenza e per la ricostruzione integrale degli e­difici danneggiati». Matteoli, dopo un bilancio, purtroppo sempre da aggiornare delle vittime, spiega che sono in corso accertamenti per «verifi­care l’opportunità di intervenire su carri cisterna che trasportano materiali pericolosi e immatrico­lati presso reti estere», annunciando, comunque, di aver nominato una commissione d’inchiesta dell’accaduto.

Matteoli sottolinea che «non risponde al vero» che quanto accaduto ieri a Viareggio, «come sostenu­to da alcuni parlamentari», è da addebitare alla li­mitatezza delle risorse destinate alla manutenzio­ne e alla sicurezza della rete ferroviaria, scelta che sarebbe dettata dalla volontà di investire solo nel­l’alta velocità. «Chi vi parla ha sempre dato prio­rità alla sicurezza della rete e degli impianti e ciò è ampiamente testimoniato dalle risorse destina­te per tale finalità nei piani delle Ferrovie dello Sta­to». ll ministro parla delle iniziative assunte dal Governo «a livello precauzionale per evitare il ri­petersi di inconvenienti nel comparto ferroviario relativo al trasporto merci», assicurando che «l’A­genzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie è sempre intervenuta tempestivamente, con azioni mirate, come ultimamente nell’incidente avvenu­to nella stazione di Prato, dove lo scorso 23 giugno ha disposto una serie di interventi straordinari su circa cento carri cisterna analoghi a quello ogget­to dello svio a Viareggio allo scopo di evitare la pre­senza di eventuali anomalie». Inoltre «sono in corso accertamenti per verificare la regolarità delle operazioni di manutenzione ef­fettuate sul carro» del treno deragliato alla stazio­ne di Viareggio e dal quale è uscito il Gpl che ha pro­dotto l’esplosione. Se dunque sono in corso «ulte­riori approfondimenti» per accertare la regolarità delle operazioni di manutenzione, Matteoli spie­ga anche che le verifiche e i controlli previsti sui vari carri cisterna del convoglio erano stati nor­malmente eseguiti e non avevano evidenziato pro­blemi. «Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate, secondo quan­to riferito da Trenitalia, non aveva evidenziato al­cuna anomalia. Il carro sviato non era del gruppo Ferrovie dello Stato ma appartiene alla società pri­vata americana Gatx, con sede europea a Vienna, cui spettano, secondo le direttive comunitarie, an­che le attività di revisione e manutenzione ed è stato ammesso a circolare dalla agenzia per la si­curezza ferroviaria tedesca. Il carro è stato sotto­posto alla prevista revisione il 2 marzo 2009».

Matteoli ribadisce che il treno era composto da 14 carri cisterna trasportanti butano, trainati da una locomotiva elettrica Trenitalia. I primi accerta­menti hanno evidenziato che dopo 15 traverse, cir­ca 9 metri, la ruota sinistra del primo carro è ca­duta all’interno del binario. In seguito allo 'svio', lo stesso carro ha urtato il marciapiede del bina­rio dispari: il treno ha proseguito per tutta la sta­zione fermandosi a circa 200 metri dopo il mar­ciapiedi, con le prime 5 cisterne ribaltate verso si­nistra, le successive 2 sviate ma ancora in asse e le ultime 7 rimaste sul binario. In totale il treno ha percorso circa 500 metri. L’incendio è stato pro­vocato dalla fuoriuscita del gas dalla cisterna del primo carro e dalla sua successiva deflagrazione.

Intanto prosegue serrato il dibattito. Ermete Rea­lacci del Pd sollecita il governo a verificare la pos­sibilità di applicare la Direttiva Seveso sui rischi di incidenti rilevanti anche al trasporto di sostanze pericolose. «Sul tema della sicurezza nel nostro Paese ci sono molte zone d’ombra che necessita­no di risposte immediate, dopo i numerosi cam­panelli di allarme degli ultimi mesi ed il tragico in­cidente di Viareggio», dice Michele Meta del Pd. «È urgente avere subito un’Authority dei Traspor­ti», sostiene Andrea Marcucci, chiedendo di «far procedere speditamente i lavori della commissio­ne di inchiesta». Avverte Vincenzo Garofalo del Pdl: «Le polemiche politiche sulla tragedia di Viareggio saprebbero di offensivo e inutile teatrino».




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