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*Maria nel Magistero della Chiesa /12 - Pio XII

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di Franco Careglio
Tratto da Maria Ausiliatrice 1-2003

Gli ultimi due documenti mariani di Pio XII meritano posti particolari nella storia sia della mariologia che della Chiesa.

La costituzione apostolica Munificentissimus Deus (per “costituzione” si intende un documento magisteriale di specifico contenuto di fede e di universale valore per tutto il mondo cattolico) è il secondo scritto papale, dopo la Ineffabilis Deus di Pio IX con il quale il Santo Padre, avvalendosi della sua autorità infallibile in materia di fede, definisce come verità una devozione creduta e venerata da lunghi secoli e da tutti i fedeli. Di qui si riconosce la giusta prudenza della Chiesa.

Infatti, una devozione, sia pur buona e fruttuosa, che magari porta veri frutti di conversione e di amore presso tante anime smarrite, non può solo per questo essere oggetto di fede e essere perciò universalmente creduta come verità divina, e assurgere quindi alla realtà di dogma.

I Concili ecumenici dei primi secoli definirono le verità sostanziali relative alla Beata Vergine: Costantinopoli (381) e, in misura ben maggiore, Efeso (431) e Calcedonia (451) e moltissimi altri sinodi enuclearono e confermarono la missione della Vergine quale Madre di Dio, vergine prima, durante e dopo il parto, simbolo della Chiesa e modello unico del credente.

Rimasero da definire ancora i due grandi punti, da sempre però creduti da tutto il popolo di Dio: l’Immacolata e l’Assunta.

Il primo conobbe accese polemiche, e si affermò soprattutto grazie ai francescani e venne definito, quale dogma di fede, come detto, dal Beato Pio IX.

Il secondo, invece, non fu oggetto di controversie, e venne sempre serenamente creduto sia in oriente che in occidente.

Si arrivò così al secolo XX, quando Papa Pacelli affrontò la bimillenaria questione. Il 1° novembre 1950 emanò la suddetta costituzione, dal titolo solenne ma dal ben più solenne contenuto. Il Papa, accogliendo le richieste di tutto il popolo cattolico, invocò anzitutto la luce dello Spirito di Dio, affinché lo assistesse e lo sostenesse in questo suo compito tanto arduo.

L’Assunzione di Maria è radicata nella Sacra Scrittura come interpretata dai Padri della Chiesa e dai teologi di ogni tempo. Esaminando tali studi, si rileva che l’unione indissolubile tra Maria e Gesù fu ed è di un duplice ordine: 1) fisico, nel senso che Maria, accogliendo nel grembo il Verbo divino e rivestendolo della nostra carne, divenne l’Arca della Nuova Alleanza, la sede in altre parole della Presenza Incarnata di Dio tra noi; è da respingere, quindi, il pensiero che il corpo della Vergine, talmente unito all’umanità di Cristo, fosse poi separato dal Figlio, soggiacendo alla corruzione del sepolcro; 2) morale, in quanto Maria, nuova Eva, partecipò intimamente all’opera redentrice del Figlio, nella lotta e nella vittoria contro il demonio, il peccato e la morte. Perciò, come la Risurrezione fu il punto massimo e totalizzante della salvezza operata da Cristo, così era giusto che la partecipazione di Maria alla salvezza (partecipazione unica, di rilievo insostituibile) fosse coronata dalla glorificazione del suo corpo verginale.

In altre parole, la Chiesa vede nell’Assunzione la conseguenza piena dei legami singolarissimi che stringono Maria a Gesù, sul piano della carne e ancor più sul piano della fede.

Di tale unione specialissima tra la Madre e il Figlio parla con delicata forza la Sacra Scrittura. Attraverso una riflessione globale sul mistero di Maria, lo Spirito Santo ha suggerito alla Chiesa anche ciò che il testo non dice espressamente.

Mediante la lunga preghiera dei fedeli, in particolare delle anime consacrate, il sacrificio dei missionari, l’attività pastorale dei sacerdoti, lo studio continuo e fedele dei teologi, la verità è emersa in tutto il suo splendore, e Pio XII l’ha coronata quale verità da credere e ancor più da amare.

Va ricordata inoltre l’origine orientale della festa dell’Assunta. A livello di semplici tracce si hanno le considerazioni di Sant’Efrem (300-370), della Siria, eccelso Dottore della Chiesa, secondo cui il corpo di Maria non ha subìto dopo la morte la corruzione; poi la tradizione della Chiesa orientale, con la celebrazione liturgica del Transito o Dormizione di Maria, fissata fin da allora alla metà di agosto.

È ora impossibile, per la sua ampiezza, tracciare una pur sommaria storia del culto vivo e continuo dell’Assunta, che non ebbe mai forti avversari, come accadde per l’Immacolata; vi furono ovviamente vari teologi incerti, ma la verità dell’Assunta seguì costantemente il cammino della storia della Chiesa. Pio XII elenca con precisione e ricchezza di riferimenti tutte le fonti scritturistiche e patristiche, definendo che Maria, Madre di Dio, Immacolata e sempre vergine, terminato il corso della vita terrena è stata assunta in corpo ed anima alla gloria celeste.

Il soggetto dell’assunzione, quindi, non è tanto il corpo o l’anima, ma la persona di Maria in tutta la sua interezza. Viene perciò, giustamente, tralasciato il quesito circa la morte di Maria, che tanto affascinò i teologi con dispute più o meno logiche.

Il principio fondamentale, insegna il Santo Padre, è costituito da quell’unico e identico decreto di predestinazione nel quale, fin dall’eternità, Maria, per la sua missione, è arcanamente congiunta al Cristo: “la somiglianza cioè della divina Madre con il Figlio divino esige apertamente che Maria non debba essere se non dov’è Cristo”.

Il profondo valore teologico della Munificentissimus Deus va a scapito tuttavia della dimensione ecclesiologica dell’Assunzione, pur apparendovi alcuni accenni: si auspica, ad esempio, che il mistero dell’Assunta muova maggiormente i cristiani al desiderio di partecipare all’unità del corpo mistico di Cristo.

Questo limite indica lo stadio degli studi mariologici e teologici degli anni ’50, allorché non si era ancora sviluppata adeguatamente una riflessione circa l’ecclesiologia, vale a dire l’importanza e l’inserimento di ogni mistero della fede nella vita quotidiana del credente. In altri termini, poco senso avrebbero i dogmi se rimanessero stampati sui testi liturgici senza essere vissuti per colorare di speranza e avvalorare di conoscenza la vita e la cultura del credente. A questo irrinunciabile aspetto, ha provveduto il Concilio, iniziato giusto poco più di quaranta anni fa (11 ottobre 1962).

La Lumen gentium ci insegna che Maria assunta è fin d’ora immagine e inizio della Chiesa del futuro, e, come tale, rappresenta, per il popolo di Dio che cammina nei tortuosi e irti sentieri della storia, il segno di una speranza e di una consolazione che sulla strada del sacrificio si trasformano gradualmente in verità e salvezza.

L’ultimo documento di Papa Pacelli relativo a Maria è la Sacro vergente anno, del 7 luglio 1952. Questo documento non assume il carattere di enciclica, ma di dichiarazione pontificia. Con questo scritto, il Papa consacra i popoli della Russia al Cuore Immacolato di Maria.

È ben noto che in quegli anni la situazione dei cristiani in quella nazione era estremamente difficile, e non si intravedeva all’orizzonte un bagliore di pace. Pio XII, provato dalla malattia, circondato dalla solitudine, sempre più immerso nel proprio ruolo e assorto dall’amore di Dio, intuì che l’unico mezzo per arginare l’odio era quello di ricorrere alla Madre della misericordia, alla Madre clementissima che sola può validamente intercedere per la costruzione del “regno di giustizia e di pace”. Rileggendo queste righe, si ha l’impressione di tornare indietro di secoli; eppure non sono passati che cinquanta anni.

La storia, oggi, corre con una velocità impressionante e per il cristiano si fa sempre più urgente il vivere questa ora. Le parole di Pio XII, dal suono tanto lontano, possano spronare il cristiano del Terzo Millennio ad essere sempre più sentinella del mattino, spia buona e feconda di una sia pur diafana luce di pace. Per questo la presenza di Maria, che conserva e medita sul passato, sia la ricchezza dell’umanità che spera, ad onta e vergogna dell’odio, sia il lievito nascosto in questa tormentata umanità per assicurare che non è votata alla morte ma alla vita.

Appuntamento al 1° giorno del mese



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