Versione adatta alla stampaUn nuovo documenti reso noto oggi stabilisce i limiti etici nella bioetica.
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Marco TosattiTratto dal blog di Marco Tosatti San Pietro e dintorni il 12 dicembre 2008
L'inviolabilità' dell'embrione in quanto persona e' ribadita con forza nell'Istruzione pubblicata oggi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che ricorda come ventuno anni fa nel precedente documento "Donum Vitae" non fu affrontata la questione dello statuto dell'embrione sotto il profilo filosofico.
Quella dottrina e' dunque completata oggi nella "Dignitatis personae" che sottolinea come "la realta' dell'essere umano per tutto il corso della sua vita, prime e dopo la nascita, non consente di affermare ne' un cambiamento di natura ne' una gradualita' di valore morale, poiche' possiede piena qualificazione antropologica ed etica: l'embrione umano ha quindi fin dall'inizio la dignita' di persona".
Da questa affermazione discendono ovviamente una serie di "no", il primo dei quali riguarda la crioconservazione che per il documento "e' incompatibile con il rispetto dovuto agli embrioni umani: presuppone la loro produzione in vitro; li espone a gravi rischi di morte o di danno per la loro integrita' fisica, in quanto un'alta percentuale non sopravvive alla procedura di congelamento e di scongelamento; li priva almeno temporaneamente dell'accoglienza e della gestazione materna; li pone in una situazione suscettibile di ulteriori offese e manipolazioni". Secondo l'ex Sant'Uffizio, "per quanto riguarda il gran numero di embrioni congelati gia' esistenti si pone la domanda: che fare di loro? Al riguardo, tutte le proposte avanzate (usare tali embrioni per la ricerca o destinarli a usi terapeutici; scongelarli e, senza riattivarli, usarli per la ricerca come se fossero dei normali cadaveri; metterli a disposizione di coppie infertili, come "terapia dell'infertilita'"; procedere ad una forma di "adozione prenatale") pongono problemi di vario genere. "Occorre costatare - scrive la Congregazione vaticana - che le migliaia di embrioni in stato di abbandono determinano una situazione di ingiustizia di fatto irreparabile. Percio' Giovanni Paolo II lancio' un appello alla coscienza dei responsabili del mondo scientifico ed in modo particolare ai medici perche' venga fermata la produzione di embrioni umani, tenendo conto che non si intravede una via d'uscita moralmente lecita per il destino umano delle migliaia e migliaia di embrioni "congelati", i quali sono e restano pur sempre titolari dei diritti essenziali e quindi da tutelare giuridicamente come persone umane".
Insomma gli embrioni congelati non possono nemmeno essere adottati, non vanno prodotti e basta. E' lecito invece il congelamento di ovociti cui si ricorre proprio per evitare i gravi problemi etici posti dalla crioconservazione di embrioni, e' stata avanzata nell'ambito delle tecniche di fecondazione in vitro la proposta di congelare gli ovociti". "Al riguardo - si legeg nel testo - la crioconservazione di ovociti, non di per se' immorale e prospettata anche in altri contesti che qui non vengono considerati, "in ordine al processo di procreazione artificiale e' da considerare moralmente inaccettabile".
Lo statuto riconosciuto dalla Chiesa all'embrione proibisce ovviamente la "riduzione embrionale" che accompagna alcune tecniche di procreazione artificiale per evitare le gravidanze multiple. "Dal punto di vista etico - spiega il documento - la riduzione embrionale e' un aborto intenzionale selettivo. Si tratta, infatti, di eliminazione deliberata e diretta di uno o piu' esseri umani innocenti nella fase iniziale della loro esistenza, e come tale costituisce sempre un disordine morale grave". Ugualmente continua ad essere considerata immorale anche "la diagnosi pre-impiantatoria che prevede la diagnosi genetica degli embrioni formati in vitro, prima del loro trasferimento nel grembo materno, e viene effettuata allo scopo di avere la sicurezza di trasferire nella madre solo embrioni privi di difetti o con un sesso determinato o con certe qualita' particolari". "Diversamente da altre forme di diagnosi prenatale - rileva l'ex Sant'Uffizio - alla diagnosi pre-impiantatoria segue ordinariamente l'eliminazione dell'embrione designato come "sospetto" di difetti genetici o cromosomici, o portatore di un sesso non voluto o di qualita' non desiderate. La diagnosi pre-impiantatoria… e' finalizzata di fatto ad una selezione qualitativa con la conseguente distruzione di embrioni, la quale si configura come una pratica abortiva precoce… Trattando l'embrione umano come semplice "materiale di laboratorio", si opera un'alterazione e una discriminazione anche per quanto riguarda il concetto stesso di dignita' umana. Tale discriminazione - afferma il testo - e' immorale e percio' dovrebbe essere considerata giuridicamente inaccettabile".
Dallo statuto di persona riconosciuto dalla Chiesa all'embrione umano deriva che "l'utilizzo di cellule staminali embrionali, o cellule differenziate da esse derivate, eventualmente fornite da altri ricercatori, sopprimendo embrioni, o reperibili in commercio, pone seri problemi dal punto di vista della cooperazione al male e dello scandalo". Lo afferma il documento vaticano "Dignitatis personae" pubblicato oggi. Il testo ricorda in proposito che "numerosi studi tendono ad accreditare alle cellule staminali adulte dei risultati piu' positivi se confrontati con quelle embrionali".
Per la Chiesa Cattolica la clonazione e' immorale sia per ottenere la nascita di un bambino clonato, sia se ha scopo terapeutico o di ricerca. Intanto, spiega l'Istruzione "Dignitatis personae", la clonazione e' "intrinsecamente illecita, in quanto intende dare origine ad un nuovo essere umano senza connessione con l'atto di reciproca donazione tra due coniugi e, piu' radicalmente, senza legame alcuno con la sessualita'. Tale circostanza da' luogo ad abusi e a manipolazioni gravemente lesive della dignita' umana". Inoltre, prosegue il testo, quella a scopo riproduttivo "imporrebbe al soggetto clonato un patrimonio genetico preordinato, sottoponendolo di fatto - afferma il documento - ad una forma di schiavitu' biologica dalla quale difficilmente potrebbe affrancarsi. Il fatto che una persona si arroghi il diritto di determinare arbitrariamente le caratteristiche genetiche di un'altra persona, rappresenta una grave offesa alla dignita' di quest'ultima e all'uguaglianza fondamentale tra gli uomini".
Quanto alla clonazione terapeutica, il documento ricorda che "creare embrioni con il proposito di distruggerli, anche se con l'intenzione di aiutare i malati, e' del tutto incompatibile con la dignita' umana, perche' fa dell'esistenza di un essere umano, pur allo stadio embrionale, niente di piu' che uno strumento da usare e distruggere. E' gravemente immorale sacrificare una vita umana per una finalita' terapeutica"
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