Versione adatta alla stampaNon si placa la polemica dopo le parole di «doña Sofia» contro eutanasia, nozze gay e aborto. Plauso delle famiglie
Tratto da Avvenire del 1 novembre 2008
Contraria alle nozze gay, all’aborto e all’eutanasia: la posizione della regina di Spagna spacca l’opinione pubblica del Paese iberico.
Abituati al silenzio di un sovrano che regna ma non governa, gli spagnoli hanno reagito con stupore (e grande interesse) alle spontanee dichiarazioni di doña Sofia, raccolte nel libro «La regina molto da vicino» della giornalista Pilar Urbano. La Casa Reale – dopo le dure critiche delle associazioni omosessuali – ha emesso un comunicato che ammorbidisce (in parte) quanto scritto nel libro. Ma l’autrice assicura che il testo è stato sottoposto alla revisione monarchica prima della stampa. E le polemiche continuano: la regina e gli altri membri della corona possono esprimere la loro opinione o devono evitare qualsiasi commento relativo all’attualità politica? Il matrimonio omosessuale (compresa l’adozione di minori) fu uno dei piatti forti del primo governo di José Luis Rodriguez Zapatero. I contrari, negli ultimi anni, sono sempre stati accusati di essere retrogradi e ultraconservatori. Secondo la regina, «se queste persone vogliono vivere insieme può essere o meno un loro diritto, in base alle leggi del loro Paese, ma non si dovrebbero chiamare matrimoni perché non lo sono». Senza troppi giri di parole, doña Sofia afferma che «l’immensa maggioranza delle famiglie sono normali, come è sempre stata la famiglia naturale: marito, moglie, figli, nipoti…cognati, zii, nonni. Non una comune di gente». Le organizzazioni gay enfatizzano il comunicato della Casa Reale, mentre i partiti politici commentano con cautela. Anche i socialisti preferiscono evitare la polemica: la vicepremier Maria Teresa Fernández de la Vega ha assicurato che la regina si è sempre comportata in modo «impeccabile». Per il Foro della Famiglia l’opinione di doña Sofia coincide con quella della maggioranza degli spagnoli. Quanto alla sua ferrea opposizione all’aborto, «ha parlato come donna, madre e nonna», sottolinea la Fondazione Vita: «Chi la attacca sono quelli che si autoproclamano difensori dei diritti e delle donne», ma «temono che venga ostacolato il loro business». (
M. Cor.)
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