I ministri Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi precisano le loro intenzioni sulla regolamentazione delle coppie di fatto. Il primo lo ha fatto in un’intervista al Corriere, avanzando la formula dei DiDoRe (Diritti, doveri e responsabilità).
Il secondo ribadisce che l’iniziativa non coinvolge il governo e che sarebbe allo studio non un nuovo istituto, bensì «un testo unico che renda più facilmente esigibili diritti che già sono nell’ordinamento attuale, soprattutto nei territori del diritto privato». Ma le proposte non trovano consenso già nello schieramento di centrodestra. Dove ricevono sì il plauso di Alessandra Mussolini e del radicale Benedetto Della Vedova. Ma la netta contrarietà di due esponenti di primo piano: Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi. «È singolare che si facciano divagazioni sul tema delle unioni civili. Sull’argomento non c’è spazio in questo Parlamento e in questa legislatura», tuonava ieri il capogruppo dei senatori del Pdl. E il sottosegretario con delega alla famiglia si chiedeva «perché abbiano risollevato a freddo la questione, senza averne parlato con nessuno a livello governativo e oltretutto accusando di eccessivo zelo tutti coloro che non condividono questa iniziativa». Fredda anche Rosy Bindi che ricorda come il ddl da lei presentato con la Pollastrini, quando era ministro, ottemperava «a una mozione approvata in Senato». In questa legislatura la vicepresidente della Camera non si sta impegnando sul tema, «perché non è la mia preoccupazione principale».
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