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Progetto Gemma

*Wolfgang Amadeus Mozart - Claudio Arrau

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampadi Alessandro Colliva

Il 23 agosto 1956 la folta platea del Mozarteum di Salisburgo potè assistere ad un evento unico. Il pianista Claudio Arrau, cileno di nascita ma tedesco di cultura e di musica - che non aveva calcato le scene della città austriaca se non due volte ad allora, nel 1938 e nel 1952 - si presentava al pubblico con un concerto integralmente mozartiano e per piano solo.

La tecnica mostruosa e la sua ecletticità hanno reso unico questo interprete nel Novecento. Ma un programma di un solo autore era sicuramente una stranezza, soprattutto per Arrau. Questa particolarità però era dovuta all'anniversario mozartiano, due secoli dalla nascita del genio assoluto della musica.

Il grande Arrau decise di esordire ipnotizzando la platea (è sufficiente ascoltare le prime dieci battute per capire come tutto il pubblico fosse rapito dalla levigatezza e nitidezza del suo suono, dalla corposità del suo tocco, dalla profondità delle dinamiche del suo strumento; il totalizzante silenzio al fondo di questa registrazione dal vivo - per l'epoca un vero e proprio risultato eccezionale della Radio Austriaca, l'ORF - dimostra inequivocabilmente ciò che affermo) con l'esecuzione iniziale della Fantasia in do minore, KV 475. Lo spazio ridotto di questa composizione e i temi diversissimi ne fanno un vero e proprio unicum , come dice Hutchings, nel corpus pianistico del celebre salisburghese. Gli antefatti e il sotteso emotivo che fanno da corollario a questa composizione sono difficilmente indagabili, visto che le lettere, forse compromettenti, di questo periodo alla bellissima e giovane allieva viennese Therese von Trattner - dedicataria della Fantasia - sono scomparse; probabilmente distrutte da Constanze, la vedova di Wolfgang, che come ha sapientemente affermato lo storico della musica Piero Buscaroli, costruì sapientemente - a posteriori - un profilo del grande genio musicale non in contrasto con il perbenismo borghese, ma lontanissimo della realtà, un profilo bio-agiografico, ancora oggi resistente. Se non ci azzardiamo a condividere totalmente ciò che scrisse Paumgartner che vedeva l'opera "come un ponte verso le sponde dell'arte beethoveniana", riteniamo però questo brano uno dei più importanti del Settecento tastieristico.

Ma che cosa successe di speciale quel torrido 23 agosto di ben cinquantadue anni fa ? Arrau decise di mettere in musica e in atto ciò che Cadieu diceva rispetto a questo brano. Egli vedeva un legame intimo e profondo tra la Fantasia e la Sonata KV 457 della stessa tonalità, "un uguale senso tragico della vita, uguale passione veemente, uguali bagliori di tenerezza". Arra fa si che tra la Fantasia e l'inizio della Sonata non vi sia alcuna soluzione di continuità, ampliando all'inverosimile l'atmosfera di unicità dell'esecuzione e introducendo la Sonata con una tensione potente, pura potenza visionaria e creatrice, questa sì anticipo degli "astratti furori"del maestoso beethoveniano, ttraverso gli accordi della coda finale, non eseguita a corona, ma gestita come una sincope che lascia sospeso il suono, fino all'arrivo della prima nota della Sonata.

La Sonata è così restituita totalemente a quella febbrile ricerca espressiva, appassionata, ma che sfocia in un tragico finale del Molto allegro, il terzo movimento, che ci fa dire - con Schubart - che questa composizione sembra veramente una "dichiarazione d'amore e al tempo stesso un lamento per un amore impossibile", facendo capire che i saggi freni inibitori di una società ordinata e gerarchica, permettevano la creazione e la potenza del genio; la sublimazione del desiderio, in antitesi con la sua smodata arrendevolezza dell'oggi, hanno creato capolavori, mantenuto in tensione l'uomo tra l' hic et nunc e il divenire del In paradisum cristiano. I prodromi del livellante relativismo morale e sensuale, il disordine sentimentale, che in parte coinvolsero il genio musicale austriaco, non erano ancora la struttura sociale dominante; il controllo delle pulsioni e il rispetto della responsabilità verso le promesse fatte a Dio e agli uomini erano incrinate, ma ancora capaci di dare battaglia al libertinismo che avanzava e che avrebbe distrutto non solo l' Ancien Regime , bensì la civiltà europea, come oggi possiamo constatare.


Il Concerto di Salisburgo è pubblicato su un compact disc dall'etichetta tedesca Orfeo, anche se non completo per la lunghezza, visto che oltre alla Fantasia e alla Sonata in do minore furono eseguite in quella giornata la Sonata in re maggiore KV 576 e le due Sonate del 1778, quella in la minore KV 310, meglio conosciuta come Parigina (*) e la KV 332 in fa maggiore.


Riferimenti CD: Wolfgang Amadeus Mozart, "Sonata F-dur, KV 332. Sonata C-moll, KV 457. Fantasia C-moll KV 475. Sonata D-Dur, KV 576", Claudio Arrau (pianoforte). CD Orfeo ORFEO D'OR 459 971 B Live.


(*) La parte mancante sul CD del Concerto del 23 agosto 1956 è pubblicato nel cofanetto doppio Wolfgang Amadeus Mozart, Klaviersonaten di Claudio Arrau, Clara Haskil, Glenn Gould, Shura Cerkassky, Wilhelm Backhaus, Emil Gilels, Sir Clifford Curzon, Orfeo ORFEO D'OR C 712 062 I.

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