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Filosofia del matrimonio

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampadi Michael Novak
Tratto da cronache di Liberal del 10 settembre 2008

Uno dei più famosi presentatori d’America, Bill O’Reilly, ha posto una domanda che mi tormenta da un paio di settimane: cosa c’è di sbagliato nei matrimoni gay? Le persone che O’Reilly ha ospitato nel suo programma non sono state capaci di persuadere né lui, né molti alti. Non hanno dato spiegazioni.

Intanto, in America, i tribunali stanno “definendo il matrimonio”. La battaglia deve essere affrontata nei tribunali perché davvero pochi tra gli apparati legislativi del Paese potrebbero ottenere i voti popolari necessari per sostenere “matrimoni tra persone dello stesso sesso”.

Un vocabolario americano definisce il “matrimonio” come «un’istituzione sociale sotto la quale un uomo e una donna stabiliscono le proprie decisioni, per vivere come marito e moglie in base ad impegni legali, cerimonie religiose, etc». Ma, nel 2003, l’Alta Corte del Massachusset ha imposto un significato più flessibile: «unione volontaria, impegno tra due individui». In altre parole, i tribunali stanno chiarendo il significato di matrimonio. Stanno spazzando via la sua definizione vecchia ormai di secoli e la stanno riducendo ad un mero contratto d’amicizia e di relazioni sessuali tra due persone che lo desiderano.

Perché alcune persone omosessuali (non tutte, non la maggior parte), desiderano questa cerimonia? Una cerimonia pubblica dà pubblica rivendicazione e comune riconoscimento. Eleva la relazione ad una realtà pubblica (non solo privata). È vero che ci sono anche delle motivazioni pratiche: la garanzia legale di assistenza sanitaria, pensione e altri benefici che appartengono per il momento soltanto al matrimonio tradizionale. In realtà, questi due obiettivi potrebbero essere tenuti separati uno dall’altro, ma il vero sforzo emotivo in ballo è chiedere il riconoscimento e l’approvazione della società.

Ma, attenuando il concetto legale di “matrimonio”, per includere un semplice contratto tra due individui di qualsiasi sesso, non fermeremo in realtà le unioni tra individui dello stesso sesso. In base allo stesso principio, due sorelle zitelle potrebbero avere i requisiti per ottenere gli stessi benefici. Forse lo stesso potrebbe valere per due vecchi vicini di casa. O qualsiasi minor nucleo di persone bisognose (non limitato a due) che vogliano fare un contratto gli uni con gli altri. Ma se il principale obiettivo del matrimonio è ridotto alla “condivisione di benefici”, perché fermarsi ai mariti e alle mogli, o alle coppie dello stesso sesso. Esistono o no vari modi di stare insieme tra persone che sono anche più bisognose? Quello che il nostro diritto comune ha finora sostenuto è stato uno scambio di voti che dura per tutta la vita (non un semplice contratto, ma qualcosa di più: un accordo solenne) tra due persone. Non tra due persone qualsiasi: dovevano essere necessariamente un uomo e una donna.

Dovevano essere in grado, in linea di principio, di avere figli attraverso la loro unione materiale, anche se non è affare dello Stato controllare se lo facciano effettivamente. Vista l’importanza centrale di questa “legge matrimoniale” che richiede di avere figli, tradizionalmente il solenne patto coniugale non è nemmeno ufficiale finché non si hanno bambini. Non è solo un semplice problema di vocaboli. Nei fatti, naturalmente, alcune coppie gay o lesbiche allevano figli, anche se non sono figli concepiti all’interno della ”legge matrimoniale”, e che non hanno avuto la benedizione di avere sia un padre che una madre, con tutti i benefici connessi. C’è da dire che questi genitori fanno bene il loro dovere, ed è certamente un punto a loro favore. Tuttavia, lo Stato ha i suoi motivi per trattare i matrimoni gay e i matrimoni eterosessuali in disegual modo. Tutti i bambini (a parte quelli in provetta) nascono praticamente dall’unione di un uomo con una donna. È nel pieno interesse dello stato regolare questa unione attentamente e dotarla di speciali privilegi. Dal punto di vista dello Stato, non tutti gli atti sessuali hanno lo stesso impatto pubblico.

Nei Paesi in cui c’è un forte calo delle nascite, sono compromessi anche molti aspetti della vita nazionale, come la prosperità, la difesa e la tutela del futuro. Per questo, gli Stati hanno a lungo sviluppato politiche che incoraggiano il matrimonio tra uomo e donna, che possono potenzialmente allevare un bambino in un ambiente sicuro e pieno d’affetto. Lo fanno con la storica garantita aspettativa che da un ambiente famigliare del genere verranno molto più spesso fuori persone ben educate e buoni cittadini. L’estensione di vantaggi esclusivi (anche se ineguali) a questa unica relazione umana, definita non solo da atti sessuali ma dalla probabilità di fecondità e buona educazione dei figli, è un investimento dello Stato sul suo futuro.

Lo Stato non ha un interesse simile nelle amicizie o nelle relazioni sessuali dei propri cittadini, sebbene siano buoni e onorevoli. Per ovvie ragioni ha investito fortemente cerimonie, riconoscimenti formali, e benefici legali in quella singola forma matrimoniale atta alla trasmissione di valori, attraverso rapporti sessuali tra uomo e donna dediti ad allevare giustamente per tutta la vita i propri figli, che diventeranno cittadini liberi e responsabili, adatti a mantenere una repubblica libera per il futuro.

Un’attività particolarmente redditizia dello Stato è rinforzare e supportare il riconoscimento pubblico della speciale bellezza e utilità dell’amore permanente di una madre e di un padre. Un tipo d’amore del genere attraverso il suo lavorio quotidiano genera nei genitori un senso di fiducia incondizionato. Dà ai loro figli la sicurezza di essere amati senza riserve, la capacità di dare amore ai loro concittadini, e un potente esempio da emulare nel loro personale impegno per una generazione futura. Lontani da un’esperienza di tale incrollabile, manifesto amore, la capacità dei bambini di arrivare a nutrire sentimenti di fratellanza e uguaglianza verso i loro concittadini è profondamente compromessa. Come possono dare ciò che non hanno ricevuto? Di solito, più in là, chi non ha vissuto una situazione simile, rivela certi tipi di dipendenza emozionale, che potrebbe anche compromettere la sua capacità di agire liberamente e indipendentemente come i cittadini devono invece fare.

Come ha osservato Alexis de Tocqueville, gli americani erano pronti a mettere le proprie vite nelle mani dei concittadini delle loro libere repubbliche, anche per la grande fedeltà coniugale incontrata nella maggior parte delle loro famiglie. Viceversa, notò i cattivi effetti delle diffusissima pratica della “mistress” (un uomo mantiene una donna, mistress, a livello economico, ma condivide la vita domestica e sessuale con un’altra). In Europa quasi tutti i disordini sociali sono nati intorno al focolare domestico e non lontano dal letto nuziale. È lì che gli uomini cominciarono a disprezzare i legami naturali e il piacere legittimato e a sviluppare un gusto particolare per il disordine, l’inquietudine dello spirito e l’instabilità del desiderio. Scossi da tumultuose passioni che hanno spesso procurato problemi nelle loro stesse case, gli europei trovano difficile sottomettersi all’autorità dei legislatori statali. Alcuni delle corti di giustizia più radicali d’America (come la Corte Suprema della California e del Massachusset) stanno sminuendo il valore della parola “matrimonio”.

La causa di questa svalutazione sta nei cambiamenti culturali avvenuti al di fuori delle attività statali. La Rivoluzione Sessuale ha portato “l’amore libero”, la separazione del sesso dal fine di procreare, e il desiderio di facili divorzi. Queste evoluzioni, nelle ultime tre generazioni, hanno indebolito molto il matrimonio monogamo tra marito e moglie. Di conseguenza, l’odierna svalutazione del matrimonio, ha sgretolato la fiducia degli uomini e delle donne l’uno nell’altra, e dei figli nei confronti dei loro genitori. Questa mancanza di fiducia nei legami coniugali si è sparsa in tutta la società, sta facendo crollare l’entusiamo dei giovani verso il matrimonio e rende i single meno propensi a impegnarsi in un legame tanto incerto. Nonostante tutto, oggi, in America, due coppie su tre, di quelle che giurano di amarsi “finchè morte non ci separi”, rimangono in effetti sposati fino alla morte. Sostenere la stima e la fede totale in questo legame che dà vita alle famiglie di una nazione è, per il governo di un Paese, una responsabilità più grande che sostenere la propria moneta.

Una moneta forte è un enorme beneficio per le nazioni. Ma famiglie solide e fedeli, orientate all’educazione di bambini capaci, virtuosi, creativi e responsabili, sono qualcosa di necessario. Uno dei modi in cui lo Stato incoraggia azioni essenziali al proprio benessere è onorando le persone sposate e fedeli al matrimonio e premiandole con dei vantaggi esclusivi. Sembra difficile affermare che i “matrimoni” gay, pieni d’amore e soddisfacenti che siano, danno un valore aggiunto al futuro di una nazione in egual misura che i matrimoni capaci di procreare, nutrire, arricchire e dare un esempio alle future generazioni.


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