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*Mazzoni, innamorato della sua missione

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampaMeeting dell'amicizia 2008 Tratto da Avvenire - Bologna 7 di domenica 31 agosto 2008

Al Meeting di Rimini è stato presentato il libro di Aldo Mazzoni «Staminali. Possibilità terapeutiche e rapporti tra scienza ed etica» edito da Edizioni Studio Domenicano. Ne parliamo con Andrea Porcarelli, docente di Pedagogia Generale e Sociale all’Università degli Studi di Padova, succeduto al professor Mazzoni alla presidenza del Centro d’Iniziativa Culturale.

«La ricerca sull’uso delle cellule staminali» spiega Porcarelli «si è sviluppata a partire dalla fine degli anni ’90 . I risultati più significativi sono stati ottenuti utilizzando cellule staminali di tessuti adulti, soprattutto nell’ambito della medicina riparativa. La ricerca si è orientata anche nell’ambito delle patologie degenerative, ma proprio a questo proposito c’è da dire che la comunicazione tende talora in maniera ingannevole, ad ingenerare aspettative terapeutiche che invece debbono ancora attendere un percorso della ricerca».

Dal punto di vista scientifico, aggiunge «le cellule staminali embrionali sono più difficilmente differenziabili, e inoltre ingenerano più facilmente fenomeni di rigetto. Nell’uso delle cellule staminali embrionali, vi sono problemi di natura etica almeno a tre livelli. Il primo concerne le tecniche di fecondazione artificiale, alle quali si ricorre per ottenere embrioni da utilizzare. Il secondo problema riguarda la distruzione degli embrioni, necessaria al fine di ricavare i tessuti da cui sviluppare le linee cellulari staminali. Il terzo consiste nell’atto della clonazione ulteriormente offensiva della dignità della persona, per l’effetto dispotico sulla sua identità genetica».

Porcarelli dedica infine un ricordo commosso all’autore del libro. «Il Prof. Mazzoni, amava definirsi come un medico ippocratico ed un modesto cultore di bioetica. La sua eredità credo si possa ritrovare soprattutto nella sensibilità umana che egli ha sempre prestato nel valutare con grande competenza i problemi dal punto di vista professionale e scientifico. Accanto a questo, egli riusciva ad affiancare, alle specificità scientifiche, l’attenzione solerte propria del medico innamorato della sua missione». (G.M.)


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