Versione adatta alla stampaSabato una tavola rotonda
Tratto da
Avvenire Bologna Sette del 25 aprile 2004
(C.U.) Il 1° maggio 1868 Clelia Barbieri, oggi Santa, diede inizio alla «famiglia» delle Minime dell'Addolorata, ritirandosi a vivere insieme a tre consorelle nella «Casa del Maestro». Sabato prossimo, nel 136° anniversario di quell'avvenimento, a Le Budrie di S. Giovanni in Persiceto, nell'Auditorium S. Clelia Barbieri si terrà una tavola rotonda sul tema «Il "ritiro" delle Budrie fondato da Clelia Barbieri». Dopo la premessa introduttiva del parroco monsignor Arturo Testi parleranno: Fiorella Corticelli su «Le Minime dell'Addolorata e i Membri associati: due vie, un'unica meta», suor Margaret Chowallor su «Contesto storico e opposizioni al sorgere del Ritiro», suor Maria Annunziata Curreri su «1° maggio 1868: vita nel ritiro delle Budrie», suor Clementina Dal Rio su «Lo spirito con cui si vive nel Ritiro» e suor Vimala Panakkal su «Don Gaetano Guidi: profilo e suo ruolo nella vita di Clelia e del Ritiro». Trarrà le conclusioni la superiora generale suor Maria Angelina Bentivogli; coordinerà suor Maria Clara Bonora.
«Con questa iniziativa - spiegano le Minime - desideriamo approfondire e far conoscere prima di tutto alle nostre religiose più giovani, e che provengono spesso da Paesi lontani (India, Africa), ma anche a tutti i devoti e gli amici di S. Clelia e nostri, il contesto storico nel quale la nostra Congregazione è nata, e lo spirito che animò S. Clelia nell'iniziare quell'"avventura". Elementi, questi, molto importanti per comprendere il carisma di Clelia stessa e delle Minime, e quindi per viverlo o per condividerlo pienamente».
«Nelle relazioni che verranno svolte - spiegano ancora le Minime - si parlerà anzitutto di come è nato il rapporto tra le Minime dell'Addolorata e i cosiddetti "membri associati": persone cioè che, pur mantenendo la loro condizione secolare, "desiderano ispirarsi (così dice il loro Statuto) al carisma di S. Clelia e partecipare alla vita e alla missione apostolica" della nostra congregazione. Un rapporto che c'è stato fin dall'inizio, nel senso che Clelia si circondò di amiche che condivisero il suo progetto, alcune delle quali divennero poi religiose ed entrarono a far parte della congregazione, altre invece si sposarono, ma mantennero il rapporto con la congregazione e continuarono a condividere quel progetto.
Ancora, si parlerà del difficilissimo contesto storico nel quale Clelia cominciò con le sue tre amiche la vita di comunità: un clima di forte ostilità verso la Chiesa, con leggi dichiaratamente anticlericali, che portarono persino ad una denuncia e ad una inchiesta sul "ritiro della Provvidenza". Clima che però non spaventò Clelia, la quale proseguì nella sua opera con piena fiducia nel Signore che gliel'aveva fatta iniziare». «Successivamente - concludono le suore - si tratterà della vita nel Ritiro, dello spirito che lo animava, e della figura di don Gaetano Guidi, il parroco delle Budrie che per primo intuì le grandi virtù di Clelia, la inserì fra i catechisti "operai della dottrina cristiana" e fu sempre al fianco suo e delle sue amiche e discepole, fino alla sua morte e oltre».
Condividi questa pagina con altri lettori: