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*Diario del ’68 di Paolo Deotto un libro politicamente scorretto

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampadi Matteo Dellanoce

Queste poche ma significative parole di Einstein sulla dialettica comunista : "Con sudori e fatiche inani un granello di verità speri di vedere? O sciocco! Ammazzarsi lavorando! Il nostro partito cerca la verità con decreti quale fiero spirito osa forse dubitarne? Il cranio sfondato è la sua pronta ricompensa, così gli insegniamo, come mai prima d’ora, a vivere soavemente d’accordo con noi” sintetizzano e rendono giustizia al libro dello storico Paolo Deotto, “Sessantotto – diario politicamente scorretto”, edito da Fede e Cultura.

Un libro utile a chi fa della ricerca della verità e della responsabilità storica, quella con la S maiuscola e libera non sbianchettata dal milieu massonico - comunista, perché è “vissuto” e fa ri-vivere a distanza di quarant’anni quei momenti che poi segneranno violentemente la storia contemporanea.

Lo storico Deotto sottolinea in primo luogo l’alleanza, novello Ribbentrop-Molotov, tra potere economico e partito comunista, ed in secondo luogo il tradimento, novello Giuda, di quel mondo cattolico-democratico che, giustificando il relativismo utile tanto al marxismo quanto al capitalismo consumistico, ha favorito l’imporsi di quella mentalità figlia del “vietato vietare” che oggi, pur metamorfizzandosi, è individuabile nella violenza linguistica ed economica del “senza se e senza ma”.

La ricca descrizione dell’attacco al ceto medio identificabile nella famiglia e nel corpo della tradizione che avevano permesso dal lato culturale la creazione di una unità nazionale forte e sentita ancor prima che legale e dal lato economico la crescita e lo sviluppo di una ricchezza figlia del “boom”, mette in risalto la strumentalizzazione linguistica attuata al fine di convincere dell’inconvincibile una maggioranza popolare non-borghese e non statalista ancorata alla cultura della vita. L’occupazione prima “fisica” e poi culturale del mondo scolastico, quella del mondo giudiziario attraverso la negazione del diritto naturale in favore solo ed esclusivamente di quello positivo che porterà alla attuale politicizzazione della magistratura ed alla complessificazione relazionale, sono due degli obiettivi di chi proponendo la triplice distruzione materiale, morale, politica, identificabili con le seguenti battaglie su aborto, divorzio e manipolazione mediatica voleva solo ed esclusivamente ateizzare la società eliminando di fatto la differenza tra persona fisica e persona giuridica riducendo l’esistenza umana a mera contratto.

E’ stato, il ’68, un attacco alla coscienza della nazione, un atto criminale per seguire il ragionamento del sociologo Durkheim (“ un atto è criminale perché urta la coscienza comune”) che, Paolo, sottolinea attraverso la descrizione dell’omicidio del poliziotto Annarumma, eroe di un mondo che ancor oggi vuole resistere alla negazione della dignità umana antropofacizzata dallo stato, ieri comunista oggi massonico e simil, anzi finto, democratico.

Da nazione a Stato, da persona ad individuo, da legge a diritto, da amore a sesso, da comunità a società e l’elenco sarebbe ancor più lungo ma vale la pena di scoprirle leggendo l’opera, parole di senso sono state sostituite da parole che danno forma ad un non-luogo, tutto nel nome del progresso ( di chi?) e nel nome della libertà ( quale?).

C’è tuttavia tanta speranza nel libro di Deotto, una speranza viva ed umana una speranza che vuole ricollocare e ridare significato alle parole Verità e Libertà sostituite oggi da relativismo e legalità, una speranza che è concreta e come afferma Salamov in una lettera a Pasternak del 1956 è “ l’unico rimedio alla cancrena ideologica l’obbedienza ai dieci comandamenti” perché “lì dentro c’è tutto”. All’amico Paolo il mio semplice grazie per l’Amore profuso nella realizzazione di quest’opera da autentico “collaboratore della Verità” in lotta contro il comunismo di ieri ed il relativismo di oggi “non speranza ma vergogna del nostro tempo” ( Benedetto XVI).

Matteo Dellanoce
Il Cireneo



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