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Nuovi formati e prezzi contenuti per attrarre clienti

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampaIl mercato degli stupefacenti in Italia è sempre più diversificato: nel 2006 gli studenti che usavano cocaina erano 115mila, 47mila i consumatori di eroina
di Ilaria Sesana
Tratto da Avvenire del 26 giugno 2008

Nel mercato degli stupefacenti ri­volto ai giovanissimi è in atto u­na precisa operazione di marketing: la percezione della droga co­me pericolo o trasgressione è stata so­stituita dalla percezione della droga co­me semplice prodotto, potenzialmente innocuo e controllabile.

Un bene di consumo da acquistare e assumere libera­mente, in qualunque momento e in qua­lunque luogo, grazie ai nuovi 'formati' in micro dosi e ai prezzi contenuti.

È il dato più allarmante che emerge dal bollettino intermedio 2008, diffuso ieri dall’Osservatorio previsionale Prevo. Lab del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Milano.

Il rapporto si focalizza sulla popolazio­ne più giovane e mette a fuoco le pecu­liarità di un mercato sempre più diver­sificato dove è possibile acquistare, a prezzi ridotti e sufficientemente indif­ferenziati, sostanze diverse. Inoltre a fronte dell’aumento del costo della vita, il prezzo della droga sembra essersi ab­bassato, o comunque rimanere stabile, incurante della curva inflazionistica che invece ha investito i generi di prima ne­cessità.

«La situazione è molto più complicata di quanto si pensi – commenta Riccardo Gatti, direttore di Prevo. Lab e responsa­bile del Dipartimento dipendenze del­l’Asl di Milano –. Siamo ancora fermi al­l’idea del ragazzo che fuma cannabis e al manager che si fa di cocaina. In realtà, di fronte a noi c’è un mercato comples­so che punta ai più giovani e sembra fa­re di tutto per facilitargli l’uso della dro­ga, dalle mini-dosi ai prezzi bassi».

I consumi di stupefacenti possono es­sere riassunti in poche cifre: nel 2006 i consumatori di cocaina (di età compre­sa fra i 15 e i 19 anni) erano circa 115mi­­la, pari al 3, 9% del totale dei coetanei. Con una crescita dell’ 11% rispetto al­l’anno precedente. Stabile invece il con­sumo di eroina (1, 6%) della popolazio­ne giovanile, per un totale di 47mila ra­gazzi. Giovani e giovanissimi che fuma­no eroina e non sanno nulla dell’emer­genza degli anni 80 e 90. Così l’eroina diventa una sostanza 'pulita' che non ha nulla a che fare con emarginazione e devianza. Oltre che accessibile a prezzi modici.

Il numero dei consumatori però po­trebbe crescere ulteriormente: a Mila­no, ad esempio, per alcune sostanze co­me cannabis e cocaina si sta arrivando alla saturazione del mercato. Una situa­zione che per Gatti «si sta facendo peri­colosa. Il rischio, di fronte a un possibi­le calo dei guadagni, è che i cartelli cri­minali si organizzino per differenziare il mercato 'investendo' sui giovani e fa­vorendo sulla diffusione dell’eroina». Gli oppiacei infatti generano rapidamente tolleranza, ovvero la necessità di au­mentare la dose assunta o la frequenza per avere lo stesso effetto. «È quindi la droga ideale per trasformare parte degli attuali consumatori occasionali in con­sumatori abituali, perché tossicodipen­denti ». Ma la sostanza che rappresenta lo stru­mento prioritario di accesso allo sballo sembra essere sempre di più l’alcol: u­sato come una droga per disinibire, cal­mare, alterare. Possibilmente 'condito' con altri stupefacenti.


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