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CAPITOLO DODICESIMO
STERMINI DI MILITARI E CIVILI ITALIANI
Stermini di Internati Militari Italiani nei campi nazisti
Dopo l’ 8 settembre 1943, 600.000 soldati italiani furono catturati dai tedeschi ed internati nei lager nazisti. A loro venne data una scelta: o aderire alla Repubblica Sociale Italiana, ritornando a combattere assieme alle forze armate tedesche o essere considerati soldati traditori e come tali trattati.
La quasi totalità rispose “NO”, scegliendo volontariamente la prigionia. Non furono però considerati come prigionieri di guerra ma schedati come I.M.I. (Internati Militari Italiani), non ricevendo in tal modo l’assistenza della C.R.I. e la tutela della Convenzione di Ginevra. Così vennero sfruttati come schiavi a lavorare in miniere e industrie belliche, per scavare trincee, trasportare macerie.... Patirono violenze, fame, malattie e bombardamenti alleati. Quasi 80.000 non fecero ritorno. Questa fu la loro Resistenza, che diede un importante apporto alla soluzione del conflitto. Se questa massa di militari avesse aderito, con la lusinga della libertà, al regime che li stava opprimendo, ciò sarebbe bastato a rallentare la fine del conflitto, dando tempo alla Germania nazista di scoprire per prima la bomba atomica e cambiare le sorti della Storia. Non si considerarono Eroi, ma qualcuno li considera tali.
Pensiero Acutis
(Associazione Nazionale ex Internati Militari)
Crimini contro Civili nel corso della Seconda Guerra Mondiale
Aderire al progetto per la realizzazione del “Giardino dei Giusti” ci dà la possibilità di ricordare le oltre 150.000 VITTIME CIVILI DI GUERRA ITALIANE, e per coloro che non possono ricordare, perchè non hanno vissuto certe tragedie, è importante che ci siano queste testimonianze. Uomini, donne e bambini hanno pagato a caro prezzo le barbarie e la crudeltà dei carnefici: con lacrime, sangue e sofferenze; a causa dei bombardamenti e delle mine hanno avuto nella propria carne terribili mutilazioni e invalidità; hanno subito impotenti dagli eserciti di occupazione e non, stupri e rappresaglie ingiustificate; sono stati gettati nelle “foibe” dalle truppe slave di Tito; ebrei, disabili fisici e psichici, diversi e avversari politici sono stati deportati in campi di concentramento dai nazisti, denudati e uccisi in massa nelle camere a gas ed i loro corpi bruciati nei forni crematori. Con la guerra civile, in Italia e in Europa, facendosi scudo con i civili, per creare odio fra le parti, entrambi i contendenti infierirono su di loro allo scopo di raggiungere, con delitti, i propri obiettivi di potere politico ed affaristico. Fra tutte le Vittime Civili di Guerra, indubbiamente ci sarà stato qualche “Giusto”: quanti, per salvare un famigliare o altre persone, hanno sacrificato la vita? Questi atti valorosi ben difficilmente sono noti, e solo eccezionalmente qualche testimone li porta a conoscenza: a loro è negata la gloria e riservato il dolore. Le Vittime Civili di Guerra, che hanno sofferto nel periodo 1940-1945 ed oggi in altre Nazioni, protagonisti involontari delle più cruente pagine della Storia, chiedono al mondo intero PACE PACE PACE.
Nella Seconda Guerra Mondiale le Vittime Civili di Guerra Italiane furono:
• 40.000 Morti per causa dei bombardamenti;
• 10.000 Morti per rappresaglia;
• 20.000 Morti infoibati dalle truppe slave di Tito;
• 80.000 Morti a causa delle mine, di ordigni bellici, di proiettili, nei campi di sterminio nazisti o per altre cause.
Si ipotizza che i mutilati ed invalidi siano circa il doppio dei morti ed inoltre decine di migliaia hanno perso un famigliare.
VORREI PACE PER I MIEI SONNI SCONVOLTI
DALLE FOBIE E DAL BUIO CAUSATO DALLA GUERRA....
VORREI LA PACE PER QUEI BAMBINI CHE MUOIONO
STRAZIATI DALLE BOMBE E DALLE MINE ANTIUOMO....
VORREI PACE PER COLORO CHE CREDONO
CHE LA GIUSTIZIA EQUIVALE A VENDETTA....
VORREI UN MONDO DI PACE, UN MONDO CON LA PACE,
UN MONDO CHE SAPPIA SORRIDERE
SENZA CONOSCERE LA GUERRA....
VORREI LA PACE E NON SMETTERO’ MAI DI VOLERLA.
Ugo Genovese
(Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra)
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