Versione adatta alla stampa
di
Giuliano Cazzola
Tratto dal sito del 
Anche nel tempo della tecnologia e dell’automazione la politica resta un’attività di carattere artigianale; l’intuitus personae continua a svolgere un ruolo assolutamente determinante, addirittura decisivo.
Il fatto che il Governo sia presieduto da un leader forte come Silvio Berlusconi, non oscura una valutazione complessivamente positiva per la compagine che ieri ha giurato; né diminuisce l’apprezzamento che merita la scelta di alcuni ministri, chiaramente qualificati ad adempiere alla loro missione. Per rimanere sul terreno importante e delicato delle politiche economiche e sociali, nel gabinetto Berlusconi IV ci sono dei significativi ritorni.
Alcuni di questi (come Giulio Tremonti dell’Economia) sono una promessa di buon governo in un momento di particolare difficoltà. Ma ci sono due new entry particolarmente significative in settori strategici come il lavoro, il welfare e la salute, da un lato, l’innovazione e la funzione pubblica, dall’altro. Il titolare del primo Dicastero è Maurizio Sacconi, uomo politico di lungo corso, già sottosegretario nel precedente Governo Berlusconi; del secondo è Renato Brunetta, brillante economista, già parlamentare europeo. Ambedue ex socialisti, di tempra e cultura riformista, competenti nelle materie loro affidate, in grado di intessere rapidamente le relazioni indispensabili per affrontare e governare le situazioni cruciali connesse al loro mandato.
Alte ed importanti sono le sfide dell’innovazione che Brunetta e Sacconi dovranno gestire. Il primo è chiamato a sciogliere i nodi di un’amministrazione inefficiente, debole con i forti e forte con i deboli, palla al piede dell’azienda Italia nel faticoso procedere verso una maggiore capacità competitiva. Il secondo deve misurarsi al più presto con le parti sociali nel tentativo di stabilire rapporti corretti tanto con il mondo dell’impresa quanto con quello sindacale, portando a compimento le priorità della detassazione del lavoro straordinario e delle voci della retribuzione legate alla produttività e favorendo una riforma degli assetti contrattuali all’altezza delle nuove esigenze della produzione e del lavoro.
Brunetta e Sacconi erano amici di Marco Biagi; del professore bolognese avevano apprezzato lo stile e le intuizioni in tante occasioni di impegno solidale e comune. L’insegnamento del professore bolognese sarà il viatico della loro azione di governo. La storia ha la memoria lunga. Sa porre riparo ai torti, ristabilire la verità.
Purtroppo Marco, oggi, non può essere con noi a festeggiare. E a fissare l’agenda di lavoro.
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