Skip to content
il Mascellaro è diventato Miradouro   [leggi perchè]
Da oggi puoi utilizzare l'indirizzo www.miradouro.it
Cristo risorto Medaglia miracolosa
Samizdatonline.it

La giornata dei martiri missionari

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampadi Domenico Bonvegna

Ogni anno la Chiesa il 24 marzo ricorda i martiri missionari trucidati per la fede in Gesù Cristo, quest'anno si celebra la XVI giornata che assume un significato particolare perché cade proprio il giorno dopo la Santa Pasqua, il Lunedì dell'Angelo.

"Questa coincidenza mi sembra significativa - scrive Padre Bernardo Cervellera direttore di Asianews - Anzitutto perché nel pieno dello splendore pasquale, ricorda la necessità del sacrificio, di Cristo e poi dei suoi seguaci. In un mondo che sogna il tutto facile, senza difficoltà, la Croce di Cristo e quella dei martiri è invece il prezzo "necessario"(Luca 24,26) perché brilli la luce di Pasqua. E d'altra parte, in un mondo - e una Chiesa - dove è forte la tentazione del "mettersi d'accordo", del relativizzare, del non calcare le tinte, di un buonismo dolciastro, il sacrificio dei martiri ricorda che la Sapienza della Croce alla fine fa a pugni con la sapienza del mondo".

Del resto Benedetto XVI continua a presentare l'importanza dell'annuncio e del martirio per la Chiesa e per il mondo d'oggi. Recentemente celebrando la messa in ricordo dell'arcivescovo iracheno monsignor Rahho, barbaramente ucciso, Benedetto XVI ha invitato i cristiani iracheni a seguire l'esempio di mons Paul Rahho e "perseverare nell'impegno della costruzione di una società pacifica e solidale sulla via del progresso e della pace"e possano essi, insieme con i musulmani creare una convivenza fondata "sulla fratellanza ed il rispetto" .

Asianews, il giornale online diretto da padre Cervellera, ha pensato di offrire un dono di Pasqua ai lettori: una lista di tutti i martiri cristiani uccisi nel 2007. Essa è una lista ecumenica, comprende anche martiri non solo cattolici, ma anche di altre confessioni cristiane.

E' una lista che abbraccia tutto il mondo.L'Asia però occupa un posto preponderante: le nazioni dove nel 2007 sono avvenute il maggior numero di uccisioni di cristiani sono l'Iraq, con 47 uccisi, e l'India, con 18. Con questo si riafferma la percezione che l'Asia è "il continente dei martiri".

L'iniziativa di ricordare i missionari uccisi è nata nel 1993 ad opera del Movimento giovanile missionario delle Pontificie Opere missionarie italiane. Per ricordare il martirio di mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador.

Secondo i dati in possesso dell'Agenzia Fides , nel decennio 1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuto notizia. Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi. Mentre nel 2001-2006 il totale degli operatori uccisi è di 152 persone.

Quest'anno, il tema scelto dal movimento giovanile missionario e dalle Pontificie Opere è "…per voi e per tutti". Le parole sono la citazione delle parole che il sacerdote dice nella messa, alla consacrazione del calice e riprendono quelle di Gesù nell'Ultima Cena.

AsiaNews segue con passione le situazioni di persecuzione della Chiesa in Asia. Fra i lettori e corrispondenti del sito vi sono alcuni martiri, come don Andrea Santoro (Turchia) e p. Ragheed Ganni (Iraq).Il sito ( www.asianews.it ) pubblica una lista di martiri che hanno pagato con la vita la loro fedeltà, complessivamente sono 123 vittime.Nella lunga lista si distinguono l'Iraq e l'India per il numero di cristiani uccisi. I martiri ripropongono il dono di Gesù al mondo ("…per voi e per tutti"). Questa lunga lista è segno di dolore, ma anche di speranza: essa ci dice che il dono di Gesù è vivo e presente fra le pieghe oscure del nostro pianeta.

Eppure questi martiri danno fastidio, scriveva qualche tempo fa, Gerolamo Fazzini , direttore della rivista Mondo e Missione del PIME. Nella cultura odierna impregnata di relativismo, il martirio trova una scarsa audience addirittura suscita avversione. Il martirio, altro non sarebbe che l'effetto collaterale di una fede troppo sicure di sé. I martiri sarebbero gente incapace di 'mediare', di accettare e di farsi accettare nello scenario di pluralismo religioso odierno. In definitiva: se la sono cercata.

Secondo la concezione relativista, il martire non è l'elemento adatto per dialogare, il martire sarebbe uno che, non sapendo 'dialogare', ha voluto chiudersi nel bozzolo del suo fanatismo, andando perciò incontro all'incomprensione e, in definitiva, all'ostilità, che poteva essere evitata solo se non fosse stato così fondamentalista.

Del resto ogni cristiano, ogni volta che va controcorrente rispetto alla cultura dominante, può diventare per certi versi un "martire", si mette in condizione di estrema vulnerabilità, una condizione che da ostilità latente diventa aperta persecuzione.

In pratica appare evidente che in certi ambienti la semplice testimonianza, o presenza dei cristiani può dare fastidio.

S. Teresa di Riva, 23 marzo 2008
Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo
Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it


Pagine correlate: 

AdaptiveThemes