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Carlo Panella
Tratto dal sito di
Carlo Panella il 27 febbraio 2008
La vera ragione della crisi tra Veltroni e i vertici della Chiesa che in questi giorni aumenta di intensità, è ben più profonda e drammatica di quella emersa dopo la improvvida candidatura dei radicali e di Veronsei.
Il punto stridente è che Veltroni non ha idee, e non è una battuta. Non ha un anima, non una ideologia, non una dottrina, non un programma.
Veltroni è un patchwork, è un esponente tipico del relativismo new age: un pizzico di Kennedy, un pizzico di Havel, un pizzico di don Milani, un pizzico di Einaudi... Insomma, un caos tenuto insieme solo da quella formidabile spina dorsale che è il controllo della struttura culturale italiana che comprende tutto il giornalismo Rai e tutto il giornalismo della carta stamèata, oltre, naturalmente, tutto il mondo dell'editoria e del cinema (tranne marginali eccezioni).
L'egemonia culturale indiscussa di cui Veltroni gode, gli permette di coprire la vergogna del su essere letteralmente senza idee, ma non gli serve a nulla fronte dei prblemi concreti. Lo vedremo di qui a poco sulla scena internazionale (da cui non a caso si tiene ben lontano), lo si vede da subito a per come gestisce -a sproposito- i raporti con la Chiesa sui temi etici.
Stamane una intervista a Nicola la Torre al Corriere della Sera spiega perfettamente le ragioni di questa crisi: ''Abbiamo sbagliato a mollare i rapporti con la Chiesa in questi ultimi anni. Lo dimostra anche la vicenda del referendum sulla fecondazione assistita. Paradossalmente nel momento in cui abbiamo cercato un candidato premier cattolico per instaurare un rapporto con quel mondo, quel rapporto è diventato più difficile''. E' andata proprio così: D'Alema e Veltroni hanno pensato -da privi totalmente di idee di fondo quali sono- che bastava avere un premier cattolico e tutto andava a posto.
Al solito, un gioco di finta rappresentanza, di ruoli, di Palazzo.
Mai, mai, la nuova dirigenza del Pd si è posto il problema di avere un pensiero, una identità, una ricerca sui temi etici (fecondazione, aborto, eutanasia, Dico...). Mai D'Alema o men che meno Veltroni hanno avviato una riflessione collettiva, o hanno chiamato il loro enorme retrotera culturale a farla assieme a loro. Hanno sempre pensato che Prodi risolvesse il problema per loro e che la Chiesa si accontentasse di averlo premier (ulteriore prova della loro minima statura di leader)
Da qui lo straordinario vuoto d'idee, che ormai non copre più nessun gioco delle tre tavolette.
Veltroni non ha principi, non ha dottrine, non ha ideologie.
L'unica cosa che sa fare è la politica del bilancino: nu' pizziche 'e Veronesi, ni pizziche 'e Riccardi, nu pizziche 'e Bonino, ni pizziche 'e Binetti. Stile Usigrai, insomma. Tattichette.
E pensiero debole.
Debolissimo.
Tanto debole che ormai si intravede con nettezza la perdita precipitosa della egemonia culturale della sinistra, capace solo di ripetere vote litanie laiciste e incapace di rispondere nulla alle sfide che le lancia questo formidabile papa Benedetto XVI°. Solo dal centro destra viene infatti una risposta in sintonia con questa sfida, mentre nel centrosinistra il buio culturale è così fondo che neanche ci si acorge che questo -rispetto ala laicità- è semmai un papa ''di sinistra'', mentre il suo predecessore (tanto amato a sinistra perché pacifista), sui temi etici era assolutamente e rigidamente ''di destra''.
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