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di
Gianluca Barile
Tratto dal sito
PETRUS - Il quotidiano online sull'Apostolato di Benedetto XVI il 31 gennaio 2008
CITTA’ DEL VATICANO - La ''Chiesa di Cristo ha la sua sussistenza, permanenza e stabilita' nella Chiesa cattolica'' e ''nel tempo del dialogo tra le religioni e le culture'' essa non e' dispensata ''dalla necessita' dell'evangelizzazione e della attivita' missionaria''. Lo afferma il Papa per il quale "il riconoscimento di elementi di verita' e bonta' nelle religioni del mondo e della serieta' dei loro sforzi religiosi, lo stesso colloquio e spirito di collaborazione con esse per la difesa e la promozione della dignita' della persona e dei valori morali universali, non possono essere intesi come una limitazione del compito missionario della Chiesa, che la impegna ad annunciare incessantemente Cristo come la via, la verita' e la vita".
Secondo il Pontefice, la recente "Nota dottrinale su alcuni aspetti dell'evangelizzazione" ribadisce che "la Chiesa, nel tempo del dialogo tra le religioni e le culture, non si dispensa dalla necessita' dell'evangelizzazione e dell'attivita' missionaria verso i popoli, ne' cessa di chiedere agli uomini di accogliere la salvezza offerta a tutte le genti". La sottolineatura di Benedetto XVI, fatta "a fronte del rischio di un persistente relativismo religioso e culturale", e' contenuta nel discorso rivolto alla Congregazione della Dottrina della Fede.
"Lo stesso Concilio Vaticano II nella Dichiarazione 'Dignitatis humanae' sulla liberta' religiosa afferma che 'questa unica vera religione sussiste nella Chiesa Cattolica, alla quale il Signore Gesu' ha affidato il compito di diffonderla a tutti gli uomini'", ricorda il Papa ai membri del dicastero vaticano da lui stesso diretto per oltre 20 anni e che su questo aspetto, aggiunge, ha pubblicato lo scorso giugno un altro documento ("Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina della Chiesa") per chiarire in modo definitivo cosa significhi affermare "la sussistenza, permanenza e stabilita'" della verita' nella Chiesa Cattolica e spiegare che "pertanto l'unita', l'indivisibilita' e l'indistruttibilita' della Chiesa di Cristo non vengono annullate dalle separazioni e divisioni dei cristiani".
Secondo il Papa, infatti, "certe espressioni teologiche rischiano di essere fraintese", ed e' quindi necessario richiamare "l'attenzione sulla differenza che ancora permane tra le diverse Confessioni cristiane nei riguardi della comprensione dell'essere Chiesa, in senso propriamente teologico". "Cio' – auspica il Santo Padre Benedetto XVI - lungi dall'impedire l'impegno ecumenico autentico, sara' di stimolo perche' il confronto sulle questioni dottrinali avvenga sempre con realismo e piena consapevolezza degli aspetti che ancora separano le Confessioni cristiane, oltre che nel riconoscimento gioioso delle verita' di fede comunemente professate e della necessita' di pregare incessantemente per un cammino piu' solerte verso una maggiore e alla fine piena unita' dei cristiani".
Per Benedetto XVI, "coltivare una visione teologica che ritenesse l'unita' e identita' della Chiesa come sue doti 'nascoste in Cristo', con la conseguenza che storicamente la Chiesa esisterebbe di fatto in molteplici configurazioni ecclesiali, riconciliabili soltanto in prospettiva escatologica, non potrebbe che generare un rallentamento e ultimamente la paralisi dell'ecumenismo stesso".
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