Versione adatta alla stampadi
Massimo Filippini
Si è appreso da indiscrezioni di stampa che a marzo scorso il dr. Ullrich Maas ha archiviato l' istruttoria da lui iniziata nel 2001 sulla vicenda di Cefalonia nella quale lo scrivente si era costituito Parte Civile ad agosto 2003 per l'assassinio del proprio Padre magg. Federico Filippini.
Detta istruttoria fu poi trasferita a Monaco senza che il sottoscritto ne fosse minimamente avvertito come ben ha rilevato il giornalista Guido Ambrosino in una corrispondenza al suo giornale 'IL MANIFESTO' in cui ha fatto menzione dell'errore compiuto dalla Procura di Dortmund (della qual cosa lo ringrazio) scrivendo:"
Della archiviazione non ha saputo nulla nemmeno l'avvocato Massimo Filippini, figlio del maggiore Federico Filippini, ucciso a Cefalonia il 25 settembre 1943. Come parte lesa Filippini aveva dichiarato già nell'agosto 2003 alla procura di Dortmund l'intenzione di costituirsi parte civile (possibile in Germania solo in caso di rinvio a giudizio".
Al suo articolo dell'11 agosto leggibile facilmente in internet è seguito poi un servizio de 'IL MATTINO' il giorno 12 del seguente tenore:
DALLA PROCURA DI DORTMUND
Cefalonia strage archiviata
Aveva riaperto l'inchiesta nel 2001, convinto di poter inchiodare alle loro responsabilità alcuni ex ufficiali tedeschi ancora in vita coinvolti nel massacro di circa cinquemila soldati italiani a Cefalonia, avvenuto con totale spietatezza tra il 22 e il 23 settembre 1943, dopo la resa alla Wehrmacht. La disponibilità delle prove a carico era mutata in maniera decisiva - a detta del capo della procura di Dortmund - dopo l'acquisizione di nuovi materiali dall'Ufficio centrale per i crimini del nazismo e soprattutto grazie all'accesso ai documenti custoditi negli archivi della Stasi, i servizi segreti tedesco-orientali. Invece Ulrich Maass, magistrato di sicura competenza, ha archiviato l'inchiesta su Cefalonia senza neanche un comunicato stampa. Non oggi, ma addirittura nel marzo scorso, anche se soltanto ora ne è stata data notizia grazie alle indagini di un giornalista italiano. Si chiude così dolorosamente (e in assoluto silenzio) l'ultimo capitolo relativo all'eccidio della divisione Acqui, dal momento che già un ramo dell'inchiesta, quello relativo alla fucilazione di 137 ufficiali italiani al capo San Teodoro, era stata archiviata dalla procura di Monaco nel luglio 2006.
Eppure le interviste rilasciate da Maass a suo tempo erano più che incoraggianti. Il procuratore di Dortmund, che nell'indagine si è servito della consulenza storica di Carlo Gentile, era certo di aver individuato dieci ex ufficiali responsabili della strage, oltre a nuove testimonianze oculari, ai diari di alcuni soldati tedeschi e s'era detto sicuro di poter dimostrare che a Cefaloniasi trattò di omicidio premeditato.
Oggi invece Maas ha confermato che contro i militari indagati, sei o sette ancora viventi, «non ci sono elementi sufficienti per sostenere un'accusa di omicidio aggravato. E senza aggravanti, il reato cade in prescrizione dopo vent'anni». Inaccessibili ai giornalisti gli atti dell'inchiesta e il decreto di archiviazione. Peggio, neanche i parenti delle vittime sono stati informati. Del resto, anche dell'archiviazione di Monaco si seppe solo perchè in quel ramo d'inchiesta si era costituita parte lesa Marcella De Negri, figlia di un ufficiale fucilato. S.d.s..
In relazione a tale articolo ho inviato la email che segue al MATTINO il cui contenuto -indipendentemente dalla pubblicazione in detto giornale- mi auguro sia diffuso anche da altri organi di informazione .
Ecco il testo:
"Sono l'avv. Massimo Filippini orfano del magg. Federico Filippini fucilato a Cefalonia il 25 settembre 1943 e scrivo la presente in relazione all'articolo da Voi pubblicato il 12 agosto dal titolo "DALLA PROCURA DI DORTMUND - Cefalonia
strage archiviata".
Aggiungo che proprio in qualità di Vittima dei fatti mi costituii Parte Civile ad Agosto 2003 presso la procura di Dortmund, all'epoca avente competenza esclusiva per le indagini e l' instaurazione di eventuali procedimenti penali contro membri delle FFAA tedesche, resisi protagonisti di reati comuni quali in particolare l'omicidio in territorio estero durante la seconda guerra mondiale.
Fui dunque il primo familiare di un Caduto a costituirmi Parte Civile presso l'organo competente ad iniziare l'azione penale contro gli eventuali responsabili di uccisioni arbitrarie i nostri militari (Ufficiali e Truppa) essendo però BEN CONSCIO dei limiti di carattere sostanziale e procedurale che la mia costituzione avrebbe incontrato nella legge penale tedesca analogamente a quanto prescrive anche la legge italiana, i quali, in sostanza, impongono che l'inquirente debba tener conto del principio fondamentale per cui "la responsabilità penale è personale" con la conseguenza -apparentemente inspiegabile per tanti 'ignoranti' di diritto- che anche in presenza di un reato gravissimo come l'eccidio plurimo (sarebbe il caso di Cefalonia) il giudice deve -per poter avviare l'azione penale- essere assolutamente certo della responsabilità PERSONALE degli indagati sia sotto il profilo 'oggettivo' della loro partecipazione al fatto che sotto quello 'soggettivo' della sussistenza riguardo a ciascun indagato di eventuali aggravanti personali quali ad esempio l'aver agito con particolare crudeltà verso le persone circostanze queste ultime le quali, facendo meno il limite della prescrizione ventennale, rendono il reato praticamente perseguibile per sempre.
I miei dubbi si sono purtroppo avverati perchè come voi avete riportato, "Maas ha confermato che contro i militari indagati, sei o sette ancora viventi, «non ci sono elementi sufficienti per sostenere un'accusa di omicidio aggravato. E senza aggravanti, il reato cade in prescrizione dopo vent'anni».
Era d'altronde prevedibile e in certo senso anche scontato che l' accertamento delle responsabilità PERSONALI già rivelatosi difficile in epoca molto più prossima ai fatti sarebbe divenuto ora divenuto impossibile come ha onestamente dichiarato il Procuratore Maas il quale, malgrado le sue buone intenzioni, non ha potuto far altro che prenderne atto archiviando l'istruttoria.e, sfortunatamente per lui, entrando nel mirino dei mestatori di professione della vicenda.
Ciò sulla base del su ricordato principio dello 'ius gentium' che informa di sé tutte le legislazioni del mondo civile secondo cui
"la responsabilità penale è personale" e di conseguenza non è assolutamente possibile dare inizio ad azioni penali senza aver preventivamente accertato le circostanze di cui sopra.
Ma questi sono dati che alle orecchie di certe persone ignoranti (di diritto) e dedite -per motivi politici- ad una ormai anacronistica guerra contro il nazifascismo non vanno a genio come non va giù il fatto che la strage di 5000 soldati prima e dopo la resa non sia avvenuta in tali proporzioni, avendo pagato le conseguenze dell'ORDINE DI RESISTERE inviato al gen. Gandin dal governo Badoglio fuggiasco a Brindisi, soltanto gli Ufficiali considerati responsabili dell'esecuzione di tale dissennato ordine contro i quali si scatenò una caccia all'uomo culminata nelle fucilazioni di 137 di loro alla famigerata Casa Rossa.
Il resto -per dirla con il prof. Rochat- sono solo "invenzioni di gente che non ha senso storico e somma tutte le cifre possibili" allo scopo -aggiungo- di ingrandire a dismisura i fatti creando su di essi un Mito ormai insostenibile essendo frattanto divenuto di dominio PUBBLICO che le esecuzioni posteriori alla resa furono 'fortunatamente' limitate agli Ufficiali senza escludere anche pochi altri appartenenti alla truppa come ad es. i 17 marinai che avevavo trasportato i corpi degli ufficiali fucilati furono assassinati per non farli parlare.
In ogni caso -come ho scritto e confermo- ho potuto accertare nella mia ultima fatica "I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito"che
parlare di 5, 6000 o più fucilati dai tedeschi è un autentico FALSO STORICO di cui tutte le persone dabbene sono ormai consapevoli a differenza dei signori della menzogna -dediti ad un'anacronistica lotta contro l'ormai defunto nazifascimo- ai quali non va giù che le loro bugie in ordine al delicato punto siano state smascherate e sbraitano e sbraiteranno contro il complotto ordito ora 'anche' dal dr. Maas da loro già esaltato come magistrato di sicura 'fede democratica' a differenza del 'nazistoide' dr. Stern che a Monaco ha usato -non potendo fare diversamente- lo stesso metro di decisione.
Ma come è risaputo a costoro non piacciono i processi penali fondati sulla 'responsabilità personale' degli imputati ma.quelli collettivi di staliniana memoria in cui -come nelle fosse di Katyn- venne sterminata (addossando la colpa ai nazisti) l'intera ossatura dell'esercito polacco (circa ventimila militari) sulla base di un processo collettivo di eliminazione dell'avversario tipico dei regimi comunisti cui la loro malsana ideologia fa riferimento anche nell'intestazione del partito cui essi appartengono.
Mi auguro che in omaggio alla verità storica pubblichiate la presente..
Distinti Saluti
Massimo Filippini
PRECISAZIONE
Poichè alcuni individui in mala fede ma di ben precisata 'fede politica' hanno ventilato l'ipotesi che io ADDIRITTURA non mi sia costituito Parte Civile (!) ed abbia inserito nella pagina web del mio sito documenti contraffatti (-'ognun dal proprio cuor l'altrui misura'-) ho inserito le necessarie precisazioni nella seguente nuova pagina del sito
http://www.cefalonia.it/LA_MIA_COSTITUZIONE_DI_PARTE_CIVILE_A_DORTMUND.html il cui contenuto chiarirà al lettore a quale mala genìa appartengano i miei contestatori: quella degli stalinisti che imbastivano prove false per far fuori i loro nemici.
Massimo Filippini
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